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CULTURA -
Biografie personaggi
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Festari Girolamo (Valdagno 1738 – ivi 1801)
Nota biografica Di padre medico, fu avviato anch’egli agli studi di medicina, prima a Padova e poi a Bologna. Completato il periodo di formazione, nel 1776, venne nominato primo medico e direttore delle terme di Recoaro. Nonostante la professione, decise di coltivare gli interessi nel campo della geologia, stringendo rapporti con Giovanni Arduino, Alberto Fortis e Carlo Amoretti. Al fine di arricchire la propria collezione mineralogica effettuò diverse escursioni nella zona della Valdagno, di Recoaro e nelle valli del Veneto e del Friuli, spesso accompagnato dal cognato Antonio Mastini, medico e naturalista (1717-1805). Viaggiò parecchio anche nell’Italia centro-meridionale al fine di esaminarne l’attività vulcanica.
Viaggi 1768: Val d’Agno, Catena tre Croci, Cima Campodavanti, Monte Lora, Campo Brun. Raccolta di esemplari mineralogici e paleontologici. Studio relativo ai vulcani estinti. 1772: viaggio geologico rivolto principalmente allo studio dei vulcani estinti. Alpi vicentine e Friuli. Visita specialmente la zona di Recoaro in compagnia di Antonio Mastini. 1776: viaggio geologico sulle Alpi vicentine e in Friuli. 1777: viaggio litostratigrafico in Svizzera e Val d’Adige. È accompagnato dal senatore Angelo Querini.
Letture di approfondimento FESTARI G., Saggio sopra alcune montagne e alpi altissime del Vicentino confinanti con lo Stato Austriaco. Memoria diretta a Giovanni Arduino, «Giornale d’Italia spettante alla scienza naturale e principalmente all’agricoltura, alle arti ed al commercio», tomo IX, Venezia 1773.
FESTARI G., Giornale di viaggio nella Svizzera fatto da Angelo Querini senatore veneziano nel 1777, Venezia 1835.
PRETO P., Girolamo Festari: medicina, «lumi» e geologia nella Valdagno del ’700, Comune di Valdagno, Valdagno 1995. |
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Biografie personaggi
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Ottone Menato (Alpinista, scrittore, poeta e giornalista) Nato a Valdagno il 7 giugno 1909.
Riportiamo di seguito una raccolta di dati biografici raccolti in pubblicazioni varie che identificano vari aspetti della personalità "ricca", che possiamo sintetizzare così: animo da esploratore, sensibilità del poeta, carisma del capo. Fin da giovane praticò sport invernali e alpinismo. Esploratore delle piccole dolomiti dove sono a lui intitolate la Tosse Menato e il Vaso Ottone. Fu combattente in A.O.I. dal 1935 al 1937. Ferito nella seconda guerra mondiale in Africa Settentrionale. Prigioniero degli inglesi in India, fu decorato di Croce di guerra. Aveva il grado di tenente colonnello.
Poeta e scrittore scrisse numerosi articoli, racconti, libri e poesie. Tra i pubblicati ricordiamo: “C’è sempre un po’ di luce”, “Latin lovers”, “L’Ontano”, “Scavi a Qumran”. Collaborò con Il Giorno, La Gazzetta dello Sport, il Piccolo, il Globo, il Giornale di Vicenza, il Gazzettino, con l’Ansa e altri.
Fu presidente del gruppo anziani della Marzotto e presidente dell’Associazione Anziani per la Regione Veneto. Sposato con Annamaria Giulini (sorella del maestro Giulini) ebbe due figli. Si spense a Valdagno il 21 settembre 1991.
Dal punto di vista culturale Ottone Menato è sempre stato capace di provare un'antica serena meraviglia di fronte alle cose del mondo. Di fronte alle "bufere" della nostra epoca (guerre , prigionie ,violenze di massa) è stato capace di dire "qualche storta sillaba" perdirla con Montale; nel tempo del benessere di massa, dei media, del computer, e di Internet, che hanno trasformato il mondo in villaggio globale ha continuato a innamorarsi, a impegnarsi, a rivendicarela sua libertà alla fantasia perché "l'uomo non anneghi nel gran libro della vita".
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Ci sono diversi modi di celebrare un avvenimento: in primo luogo, ricordare, ricostruire, rievocare un fatto a cui abbiamo assistito. Da questo punto di vista lo possono fare in pochi. Tutti coloro che hanno meno di cinquant'anni, o sono giunti in città dopo quella data, quel fatto non possono dire di ricordarlo o averlo vissuto. Quarant'anni non è un piccolo arco di tempo. Perché poi ricordare un fatto quarant'anni dopo quando l'abbiamo ricordato poco nel ventesimo o trentesimo anniversario?
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Strade, teleferiche ed acquedotti.
Uno dei più gravi problemi che i comandi degli eserciti contrapposti dovettero affrontare nella guerra del 15-18 derivava dalla necessità di rifornire le truppe in linea di viveri e munizioni ma anche di acqua, energia elettrica, medicinali, combustibile, vestiario ed ogni altra risorsa utile a garantire la capacità di vivere e combattere a migliaia di soldati in un ambiente tanto ostile. In particolare nelle Prealpi Venete il fronte si trovò subito sbilanciato in avanti, ben oltre lo storico confine imperiale, e quindi privo di idonei collegamenti con le retrovie ed i centri logistici della pianura.
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